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Foto tridimensionali

Giro una notizia fantastica: un certo Michael Zalewski ha inventato una nuova macchina fotografica, che cattura non solo ciò che vede, ma anche la distanza dall’obbiettivo degli oggetti fotografati, servendosi di un laser scanner. Il risultato è una foto che conserva tutte le informazioni sulla profondità, un po’ come succedeva in Blade Runner. La dimostrazione a questo link è veramente molto, molto interessante.

Con questo tipo di macchina fotografica, in sostanza, si possono ottenere immagini con la messa a fuoco desiderata, in ogni momento, anche a posteriori, esattamente come faremmo con le immagini virtuali. Sfocare in 3D o in Photoshop un rendering, servendosi di un canale che salva le informazioni sulla distanza, è ormai prassi comune; questa fotocamera, allo stesso modo, crea un canale simile per poter poi regolare la profondità in un secondo momento. Fantastico.

Vision Digital

Segnalo il nuovo sito di Vision Digital, uno studio di amici che lavora nel campo degli effetti visivi: cinema, televisione, comunicazione multimediale. Collaboro con loro da qualche tempo, con grande soddisfazione nel confronto sui punti di contatto tra le rispettive discipline.

Appartamento privato

di -Scape [2005-2008]

Questo è un buon esempio di progetto in cui il supporto dello strumento tridimensionale è stato fondamentale in tutte le fasi del processo, dall’ideazione alla costruzione, raro esempio, per me, in cui ho potuto partecipare in prima persona al suo sviluppo passo dopo passo, oltre ad avere il piacere di vederlo poi realizzato. E’ un esempio abbastanza poco frequente, perchè ormai gli aspetti estetici/comunicativi e quelli costruttivi/esecutivi della progettazione seguono procedure sempre più separate e specializzate. Le modeste dimensioni dell’incarico hanno sicuramente favorito questa unione di competenze in un unico, ristretto flusso di lavoro.
Si trattava di un intervento su un appartamento in una palazzina degli anni ‘20,

Appartamenti in Rue Stendhal, Paris

di -Scape
[Novembre 2009]

Ho apprezzato molto questo progetto. Semplice e concreto, ma ben studiato e molto misurato. Il programma prevedeva la coesistenza di appartamenti, un asilo e un centro di accoglienza per clochard, tutti in un unico volume. La progettazione si è concentrata sulla distribuzione degli spazi, in modo da garantire un’adeguata separazione ma permettere al tempo stesso una connessione visiva tra le tre funzioni; il processo ha poi tratto ulteriore forza dalla volontà di reinterpretare il rapporto tra pieni e vuoti tipico di Parigi, riproponendolo non solo nella pianta, ma anche in alzato. La volumetria interessante che ne è derivata è un tipico esempio di architettura che discende in primo luogo dalla funzione, in questo caso molto ben condotto e ben integrato con gli spazi e la realtà urbana circostante.
Come risultato, l’edificio presenta un fronte piatto ma discontinuo sulla strada, e viceversa una maggiore articolazione sul lato retrostante, che si affaccia su un parco; qui, un’oculata disposizione di aggetti e terrazze permette a tutti gli abitanti di godere del verde, di mantenere la propria privacy, e qui e là di interagire con gli altri attraverso dei gradevoli scorci.

La Geometria Descrittiva e il suo rinnovamento

Scuola nazionale di dottorato di ricerca in Scienze della rappresentazione e del rilievo Seminario coordinato da Riccardo Migliari


Ho avuto l’onore di tenere una serie di tre lezioni in questo seminario, devo dire interessantissimo, che effettua una panoramica sui temi tradizionali e quelli più recenti della Geometria Descrittiva, al fine di riaggiornare la disciplina alla luce delle novità introdotte dal disegno digitale.

Il mio contributo ha riguardato la modellazione poligonale e le basi del rendering o resa chiaroscurale. Ci tengo a dire, si tratta di due campi in cui l’esperienza o ancora meglio il “mestiere” sono fondamentali per ottenere buoni risultati ed essere padroni delle logiche che li regolano. Proprio questo aspetto ha giustificato la mia presenza, più in qualità di professionista che di docente.



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