Archived entries for extra

Foto tridimensionali

Giro una notizia fantastica: un certo Michael Zalewski ha inventato una nuova macchina fotografica, che cattura non solo ciò che vede, ma anche la distanza dall’obbiettivo degli oggetti fotografati, servendosi di un laser scanner. Il risultato è una foto che conserva tutte le informazioni sulla profondità, un po’ come succedeva in Blade Runner. La dimostrazione a questo link è veramente molto, molto interessante.

Con questo tipo di macchina fotografica, in sostanza, si possono ottenere immagini con la messa a fuoco desiderata, in ogni momento, anche a posteriori, esattamente come faremmo con le immagini virtuali. Sfocare in 3D o in Photoshop un rendering, servendosi di un canale che salva le informazioni sulla distanza, è ormai prassi comune; questa fotocamera, allo stesso modo, crea un canale simile per poter poi regolare la profondità in un secondo momento. Fantastico.

Vision Digital

Segnalo il nuovo sito di Vision Digital, uno studio di amici che lavora nel campo degli effetti visivi: cinema, televisione, comunicazione multimediale. Collaboro con loro da qualche tempo, con grande soddisfazione nel confronto sui punti di contatto tra le rispettive discipline.

Avatar, un capolavoro di cinema spazzatura

Dico subito: un capolavoro di estetica, in un film da quattro soldi.
Di soldi ne hanno spesi tanti, per la realizzazione degli effetti, che costituiscono da soli il 90% dell’opera; tuttavia, avrebbero potuto mettere ben più a frutto questa spesa e dare un po’ di sostanza a tutti gli aspetti che non fossero quelli visivi.


Perché è un capolavoro: non è scontato, non basta dire che è bello.

Il primo dato è che si rimane subito storditi dal delirio estetico proposto dagli autori: toni sparati, fluorescenze, luccichini, una vera meraviglia per gli occhi; e poi forme, curve,  appendici di ogni tipo. Una natura grassa, ripugnante e allo stesso tempo bellissima, come certe creature marine del mondo reale. Costoro, insomma, non si sono fatti mancare nulla; hanno dato vita a un’immenso paese dei balocchi, in cui qualsiasi idea e qualsiasi estetica potevano trovare posto.

Niki de Saint Phalle e il corpo della donna

Sono stato alla mostra su Niki de Saint Phalle al Museo del Corso (Roma, 4 ottobre 09 – 17 gennaio 2010). Non mi ha particolarmente impressionato, anzi, e non ne scriverei se non fosse per l’ossessiva ripetizione dell’archetipo della donna, che figurativamente mi attrae molto, e che qui a mio parere ha un interessante punto di contatto e di antitesi con la produzione di Costantino Nivola. In entrambi torna costantemente questa figura femminile arcaica, che non si può non mettere in relazione alle rappresentazioni preistoriche della donna.

Morelomo

Mi sono imbattuto in un’applicazione, “Morelomo”, che replica l’effetto della lomografia usando la fotocamera dell’iPhone. Confesso che non sapevo che cosa fosse la lomografia. Mi sono documentato:
lomografia (wikipedia italiana …una volta tanto la voce italiana è migliore della corrispettiva inglese)
lomography (wikipedia inglese)
wikimedia commons (galleria di foto)
società internazionale della lomografia

In poche parole, comunque, si tratta di una fotografia che ha due caratteristiche peculiari:
- satura molto i colori, il che può creare anche strani effetti. Vale a dire, i colori sembrano non stare al loro posto.
- crea una forte vignettatura intorno all’immagine.
Altre tipologie di “happy accidents” come sfocature e strani effetti di esposizione sono diventate poi parte della lomografia.
A partire da queste caratteristiche tecniche, alla lomografia è stata associata la filosofia “don’t think, just shoot”.



Copyright © Marco Giovanni De Angelis 2005–2009. All rights reserved.

RSS Feed. This blog is proudly powered by Wordpress and uses (someway edited) Modern Clix, a theme by Rodrigo Galindez.