Trends per il 2010
Torno a scrivere qualche considerazione sul panorama attuale del rendering, in particolare di architettura, come feci quattro anni fa (link).
In quel testo esprimevo per la prima volta qual’era, sostanzialmente, il mio punto di vista sul rendering e sullo spazio digitale, in un momento in cui da poco i software di rendering avanzati -dotati di calcolo della GI in primo luogo- avevano raggiunto le grandi masse di utenti cui siamo abituati adesso; un momento, quindi, in cui l’industria come la conosciamo oggi aveva appena mosso i suoi primi passi.
Ora, dopo qualche anno, mi sembra il momento di tornare sull’argomento. Nel frattempo, naturalmente, il progresso dei mezzi e la relazione con ambiti non propriamente digitali -o tridimensionali- hanno portato delle novità nella maniera comune di fare immagini. Non meramente dei miglioramenti tecnici, ma dei veri e propri caratteri nuovi che hanno fatto comparsa, e che diventano via via sempre più “necessari” per il confezionamento di un buon rendering.
In qualche momento, nell’ultimo anno, mi sono saltate all’occhio due caratteristiche in particolare, entrambe molto interessanti.
Glow / Glare / Bloom o la Diffrazione


